Save Italy per la Reggia di Caserta! di Philippe Daverio

Domenica 2 giugno 2013 ore 11,30 Piazza Carlo III, Caserta.

Philippe Daverio e Pio Del Gaudio, Sindaco di Caserta
convocano tutti coloro che hanno a cuore il destino di uno dei complessi monumentali più importanti d’Europa e lanciano un appello per la salvaguardia e il rilancio dello straordinario patrimonio artistico del Mezzogiorno d’Italia.

 

Nel maggio dell’anno scorso 2012 abbiamo lanciato, sulle pagine della rivista Art e Dossier, un movimento d’opinione a partire dal caso della Villa di Adriano a Tivoli minacciata dalla nefanda idea venuta alla Regione Lazio di porvi la centrale di raccolta del pattume prodotto dalla città di Roma. Lanciammo l’appello per un raduno di dissenzienti il 1 maggio. Pensavamo all’adesione di pochi appassionati. La giornata fu invece di inatteso successo, l’opinione pubblica ne prese coscienza e Franca Valeri ebbe l’idea assai originale di sostenere che lì stava nascendo la Rivoluzione degli Educati. Il Ministero dei Beni Culturali ne prese atto e il ministro Ornaghi si fece parte premurosa per salvare quella porzione fondamentale del patrimonio storico e paesaggistico. In quell’occasione lanciammo la parola d’ordine Save Italy, la quale era volutamente in inglese in quanto l’inglese è la lingua internazionale come lo fu a lungo il latino.

Oggi lanciamo il medesimo appello per la Reggia di Caserta. La data è altrettanto simbolica poiché si tratta dell’imminente 2 giugno, Festa della Repubblica. Il Meridione d’Italia, che aderì spesso con entusiasmo all’epopea garibaldina che sognava la nascita d’una grande nazione, si trovò ad essere di quest’Unità raggiunta una delle prime vittime. Il regno di Napoli aveva allora riserve auree tredici volte superiori a quelle del Piemonte; era fiorente con un popolo poverissimo. Ora è privo di riserve e purtroppo non molto più agiato. E al contempo il suo vasto patrimonio storico è scivolato verso un decadimento del quale il caso Pompei è sicuramente il più clamoroso, ma non affatto l’unico. Il paesaggio inebriante nato da oltre due millenni di fatiche è stato ipotecato da pochi decenni di appetiti recenti. E’ ora di salvare il Meridione con il più colossale intervento di restauro che l’Europa si sia trovata ad affrontare dopo la redenzione della Germania Orientale, e l’Europa si dovrà trovare pronta a farlo per riconquistare la credibilità che la sola moneta unica non sembra più in grado di darle. Se crediamo all’Europa delle culture e non solo a quella della moneta, allora la battaglia di sensibilizzazione per la rinascita del Meridione diventa centrale. La bellezza del territorio, l’insostituibile sedimentazione storica, la qualità della natura, del tempo, del mare potevano essere motore di sviluppo ben più attraente e ben meno adatto ai controlli delle mafie. Le mafie di vario nome sono incolte, sono ineleganti. E per questo motivo sono inadatte a qualsivoglia operazione di riqualificazione. E’ solo con quella qualità estetica che fu del Meridione prima dell’epoca moderna che potranno essere combattute.

Ecco perché suona l’ora di chiedere a quell’Europa che nel Meridione d’Italia ha una delle sue culle centrali di assumere con coscienza il compito di salvarla, questa culla, con una sorta di piano che sia forte come lo fu il piano Marshall quando l’America si trovò a salvare la sua culla, ch’era l’Europa.
Ed ecco perché la Rivoluzione degli Educati può continuare il suo percorso a Caserta il 2 giugno 2013.

Estratto dall’ Editoriale n.300, Giugno 2013, “Arte e Dossier”, Giunti Editore, Firenze.